~ marketing e comunicazione culturale ~

Friday, August 03, 2007

go to Exibart on paper

Da gennaio 2007 adv[art]ising si è spostato sulla rivista Exibart on paper!!!

Saturday, February 24, 2007

~ turn new money into old money

La Sanlam Glacier è una società sudafricana che ha come core business le soluzioni e gli investimenti finanziari. Per la campagna stampa 2007 si è affidata all’agenzia Jupiter Drawing Room di Cape Town. Il team di creativi, diretti da Jamie Mietz, ha elaborato tre artworks, con tre packshots diversi realizzati dal fotografo Justin Polkey che raffigurano i tipici ritratti aristocratici autocelebrativi, di evidente sapore antico (ma di dubbio valore artistico), inseriti in un contesto abitativo nobile, e dotando i personaggi di alcuni particolari oggetti che ne attualizzano la presenza. A supporto delle immagini, il Direttore Creativo Livio Tronchin e il Copywriter Jonathan Commerford hanno elaborato la headline “Turn new money into old money”, seguita dal claim “Our financial experts will create the perfect solution to help grow your wealth and maintain it for generations to come”. Quindi, il manufatto artistico (ritratto, scultura etc.) dotato di status symbol come gli occhiali alla moda, gli orologi tecnologici, le supercars saranno la conferma di aver investito bene e consolidato nel tempo il patrimonio. A riprova della garanzia di saper gestire gli investimenti, la compagnia Sanlam possiede la “Sanlam Art Gallery”: una densa collezione di dipinti, disegni e sculture degli artisti sudafricani più rappresentativi.



~ armory show


La pubblicità negli States è un affare serio. Lo dimostrano le campagne pubblicitarie della newyorkese “Armory Show”, fiera nata nel 1994. Da sei anni infatti, per ridar lustro all’immagine, la comunicazione dell’evento è pianificata con metodi ripresi dal brand management, gestendo adeguatamente il marchio inteso come asset strategico per produrre benefici. Così nel 2002 con l’artista Karen Kilimnik è iniziato il riposizionamento completo dell’evento, inaugurando la prassi di far realizzare la visual identity della campagna ad un artista affermato e vivente del panorama contemporaneo. A interpretare l’immagine dell’edizione appena conclusa è stata Pipilotti Rist con un particolare dell’opera video “Homo Sapiens Sapiens Complex”. I risultati dell’iniziativa non sono mancati sia dal punto di vista dello sponsoring, con privati pronti ad investire (tra i quali quest’anno Illy Caffè), sia dal punto di vista del merchandising con la produzione di un catalogo diventato oggetto di culto e di un portfolio di stampe da collezione degli artisti incaricati dell’operazione, che hanno come finalità quello di aumentare i fondi della Pat Hearn e Colin de Land Cancer Foundation, per gli artisti disagiati, e della Pat Hearn e Colin de Land Acquisition Found del MoMa. Quando si dice il valore sociale dell’arte…o della pubblicità?
Courtesy of the artist, Hauser & Wirth Zurich London and Luhring Augustine, New York.

Thursday, January 04, 2007

~ 2 KiloKramer


Benedetti KesselsKramer! Profeti della “anti-advertising” e apostoli della “guerrilla marketing”, dopo anni di miracolose propagande tirate fuori della loro chiesa/laboratorio al centro di Amsterdam si sono messi in mostra alla Kunsthal di Rotterdam. L'agenzia di pubblicità, che ha reso il difetto arma vincente delle sue campagne bandendo la facile celebrazione del marchio e rinunciando alla semplice effettistica a vantaggio del divertimento, si celebra con la mostra “KK Outlet”. Spot, poster, campagne fotografiche, libri, siti web: insomma, il lavoro di dieci anni fondato sull’ingegnosità multiforme generatrice di un universo di controsensi. In più, il catalogo, particolarità tra le particolarità, dal titolo irriverente “2 kilo of KesselsKramer”. Memori del detto: “Questo libro è un mattone!”, KesselsKramer ha strutturato il packaging a forma di mattone appunto, riprendendone anche il colore marrone, mentre le pagine sono numerate dai grammi che si accumulano sfogliandolo fino a raggiungere i 2 chili reali di peso. Tuttavia, la consistenza materiale del testo è alleggerita meravigliosamente dall’intelligenza creativa che permea le pagine. E una mattonata che colpisce ora ignare signore ora auto in sosta non poteva che essere l’azione pubblicitaria dell’evento, giocata su una calibratissima autoironia, sull’azzardo e ovviamente sulla rottura in puro spirito guerrilla.

Thursday, December 21, 2006

~ case senza ne arte ne parte



Tra il 1998 e il 2004 la Provincia di Bolzano realizzò un’offensiva mediatica per incrementare i consumi culturali, attuando una massiccia campagna di manifesti dal titolo “Cultura offresi” seguita dalla distribuzione capillare di materiale informativo. Le scelte grafiche, volutamente antiestetiche, ricalcavano lo schema della pubblicità commerciale relativa sia al benessere fisico (“La cultura allunga la vita”) sia all’attenzione per gli investimenti dei propri risparmi (“Costruisci te stesso: investi in cultura!”). Evidentemente l’artwork per la comunicazione della “KunStart 06” ha seguito la stessa linea toccando adesso leve quali abitazione e arredamento. La headline è anche in questo caso molto ordinaria ed elementare, mentre la pack shot (immagine) interpreta sia la scarnezza abitativa, simboleggiata della parete bianca e vuota illuminata da una lampadina che non c’è, quanto la mediocrità d’arredo attraverso l’asse da stiro decentrato e l’angolo di un comodino essenziale. Insomma, una casa senza ne Arte ne parte! Inoltre, la bodycopy, che segue con lo stesso stile grammaticale, è un ottimo esempio di incentivazione e promozione territoriale.
Il lavoro è stato eseguito da “InSide”, cooperativa sociale di inserimento lavorativo di persone portatori di handicap di tipo fisico, psichico e sociale.

Friday, December 15, 2006

~ l’arte dei pugni


A metà ottobre la Gleason’s Gym di Brooklyn (NY), storica e gloriosa palestra newyorkese sul cui ring si sono battuti da La Motta a Tyson e gia teatro inoltre di Toro Scatenato, si reinventa diventando location della mostra “the art of boxing” nell’ambito del Dumbo art under the bridge festival. Scatti appese alle corde del ring, istallazioni, dipinti e performance (in testa Alison Ward), ma anche musica che accompagna l’allenamento di giovani boxeurs. Il proprietario dichiara che si tratta di modo per aumentare la popolarità della palestra. Intanto, i luoghi dell’arte alternativi si moltiplicano diventando all’occorrenza “laboratori sull’uso delle energie umane”.
http://www.dumboartscenter.org/festival/2006/
http://www.gleasonsgym.net/

~ pratiche salutari


Il laboratorio di patologia anatomica dell’università di Amsterdam si reinventa diventando Smart, progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma culturale “votata all’arte contemporanea dove lavorare, abitare ed esporre”. Il progetto ovviamente inaugura la sua attività con una mostra, "Fumus Fugiens", in cui gli artisti coinvolti si sono misurati con le atmosfere della pratica medica del luogo.
Interessante notare come se in Italia ad essere reinterpretati e destinati a diventare contenitori d’arte soprattutto ville e palazzi storici (come per C4 - Centro Cultura del Contenporaneo Coldogno - ospitato a villa Coldogno appunto, una villa palladiana al cui interno è presente anche un bunker della Seconda Guerra Mondiale oppure a Roma il Palazzo Incontro recentemente restaurato e adibito a mostre d’arte) in Olanda assurgono a questa funzione anche laboratori medici dismessi.

http://www.smartprojectspace.net/

Thursday, December 07, 2006

~ TV, FAI format culturali!

Il mezzo televisivo rispolvera l'arte. Non che fosse mai stata completamente dimenticata, ma ultimamente i palinsesti, soprattutto Rai, contengono varie esperienze: dall'ormai famoso "Passepartout", declinato intimamente anche in "Notturno dalla Maremma" a "Furti d'arte" in onda su Rai3 nonchè caravaggismi vari raccontati da Fò. La concorrenza poi si mantiene forte sul contemporaneo con l'imbattibile "Nonsolomoda". Adesso si attenderà di vedere ARTHEA, "marchio etico che, in forza della convenzione siglata con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per l’Innovazione Tecnologica e la Promozione e della collaborazione del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano, promuove la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale illustrando e raccontando l’arte attraverso un linguaggio innovativo ed accessibile a tutti". Il progetto prevede un video-archivio digitale di beni culturali e artistici in varie forme multimediali: Arthea “Pillole d’arte per tutti” - serie televisiva in 52 puntate e in onda su RAI TRE da domenica 22 gennaio trasmesse alle ore 9,05 (fascia oraria notoriamente forte dal punto di vista dell'audience...!); Arthea Home Video - raccolta delle migliori puntate della serie televisiva; Arthea Video Guida - nuova modalità di video guida per i musei; Arthea Digital Video Mail - cartolina postale in formato digitale. Insomma, un packaging audio-video ben strutturato. "L’obiettivo è di raccontare l’Arte con un linguaggio televisivo accessibile a tutti e suscitare curiosità verso l’Arte in un grande pubblico". Chi vivrà vedrà!

Monday, December 04, 2006

~ un museo dalle larghe vedute

Presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma - Museo del Corso - è stata organizzata la mostra: "Roma di Piranesi. La città del Settecento nelle Grandi Vedute", incentrata sulla serie completa delle opere una volta appartenute alla famiglia dei Duchi di Wellington.
E si vede! Infatti, per comunicare l'evento è stata appositamente montata anche un'impalcatura esterna che copre la facciata e che appunto riproduce una tipica veduta piranesiana con l'aggiunta della spigazione di quanto si può osservare all'interno delle sale del museo.

Ricalcando il modello di quanto avviene solitamente per i restauri delle facciate di palazzi o chiese da parte di società private, il Museo del Corso prosegue questa linea declinandola ai fini pubblicitari e promozionali della mostra.
Evidentemente i manifesti non bastano più, meglio i paramenti murari!!!
Mirabile!

~ archeologia della guerrilla



I tagli alla cultura sono sempre più evidenti, soprattutto quando anche azioni pubblicitarie che solitamente prevedono budget ridottissimi vengono approssimate. Forse si tratta di una “prova” pubblicitaria, un “vediamo che succede se stupiamo un po’ il pubblico di visitatori” che il Ministero, o la sovrintendenza, ha voluto sperimentare! Bah...

Ma ricapitoliamo. Un tombino, un adesivo grande quanto un manifesto e delle informazioni: questo è quanto è stato progettato per pubblicizzare in maniera non convenzionale la mostra “Roma: Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici 1980/2006” in cui la Soprintendenza Archeologica presenta i ritrovamenti degli scavi degli ultimi venticinque anni e mai esposti prima al pubblico.

E’ evidente che poi così tanto retrò e antiquato in fatto di comunicazione il Ministero non è! Anzi, la comunicazione degli eventi culturali dà segni di novità! Ma si è ancora molto lontani, soprattutto dalle azioni di guerrilla ben costruite.

Interessante il titolo, memore delle parole dostoevskiane e che rimanda al sottosuolo come presenza di reperti, anche se i tombini ormai sono svalutati (si vedano a tal proposito le splendide campagne di Amnesty International). Il colore dell’adesivo poi…

Tutto rimane circoscritto in pochi posti: Piazza del Popolo, le immediate vicinanze alla location; forse affisso in altri luoghi, ma evidentemente non corrisponde al numero da utilizzare per colpire un vasto pubblico. Insomma, sembra piuttosto un ibrido tra lo stickering e il manifesto normale.

Un’azione di guerrilla di questo tipo presuppone strategie organizzative ed inventive ulteriori piuttosto che una semplice affiche incollata al suolo. Se si vuole creare stupore e allo stesso tempo incuriosire tanto da catturare l’osservatore passante e trasformarlo in visitatore non basta di certo posizionare un manifesto soltanto nelle immediate vicinanze della mostra o distribuirlo genericamente e senza un filo conduttore. Interessante sarebbe stato creare un percorso modello “Pollicino” che si diramava della stazione Termini, in modo da incuriosire i turisti (uno dei target di riferimento) che in quelle zone non mancano mai, magari anche dalla metropolitana di Repubblica etc. Un teaser forse soltanto con il titolo, senza dare altre informazioni come invece avviene in questo caso su ogni manifesto.

Tuttavia, rimane il merito per la soprintendenza di aver svecchiato marginalmente la comunicazione culturale, praticamente assente in Italia.

Riprovaci ancora Mibac!

Ecco alcuni suggerimenti su come impostare una guerrilla

  1. Una campagna di guerrilla deve essere pensata come un vero e proprio evento, ma realizzata con un budget ridotto altrimenti si agiva in altro modo (Vietnam docet).
  2. Bisogna organizzare l’evento là dove meno forte è la presenza della pubblicità.
  3. (Fondamentale) Le campagne di guerrilla si basano molto sull’inventiva, quindi bisogna immaginare e progettare fantasiosamente, avendo come scopo principale l’effetto sorpresa non solo sugli utenti ma anche sui competitors.
  4. Ogni campagna non si ripete mai, neanche se ha come obiettivo lo stesso soggetto.