~ marketing e comunicazione culturale ~

Thursday, July 27, 2006

~ dalla tazza alla tazzina



Ecco le tazzine artistiche grazie alle quali il caffè acquista valenze estetiche e filosofiche...
Illy da tempo bazzica con l'arte: attraverso la bella rivista Illyword (scaricabile), con importanti sponsorizzazioni, insomma sposando una visione di marketing "cultural oriented". Ma le tazzine? Certo, si recuperano soldi investiti in altre attività culturali come lo stesso Carlo Alexander Bach, responsabile del progetto artistico "Illy collection" (questo il nome della serie di tazzine), afferma. Mmm...Tazzine artistiche? "Attraverso questo circolo virtuoso gli artisti si fanno conoscere e si fa circolare nel mondo dell'arte la loro opera" dice il Sig. Bach. Cosa? "Attraverso la tazzina egli (l'artista) ha la possibilità di dialogare con un pubblico più vasto rispetto alla cerchia degli appassionati d'arte contemporanea" continua. Bah...sarà...
Ma se invece la si interpretasse piuttosto semplicemente come forma di guerrilla sia per la promozione dell'artista che per l'oggetto prodotto da Illy, lasciando perdere i cinque minuti filosofici legati alla degustazione del caffè?
Infine, alla domanda "C'è un artista al quale avresti voluto proporre una illy collection?" Bach risponde: "...ma al primo posto metterei Duchamp: mi sarebbe piaciuto perchè forse si sarebbe trovato in difficoltà nel progettare un'opera per la tazzina."
Ne è sicuro Sig. Bach?


link: http://www.illy.com
l'intervista completa al Sig. Bach http://www.brandforum.it/mambo/images/stories/pdf/illy_intervista2.pdf


~ logoclastia


Se i brands utilizzano forme e simboli d'arte (come Adidas...) per le loro campagne pubblicitarie, alcuni artisti, tra cui i più estremi in quanto a opere realizzate come il duo 0100101110101101, invertono la rotta attraverso azioni sovversive tendenti a dissacrare i grossi marchi. E' stato il caso di www.nikeground.com a Vienna nel 2003 quando venne realizzato un info box hig tech che dichiarava che la Nike presto avrebbe acquistato Karlsplatz, l'avrebbe rinominata Nikeplatz e inserito un'enorme scultura a forma di Swoosh.
La critica dei due artisti era rivolta allo stravolgimento dello spazio pubblico nelle città europee e soprattutto al diritto di riutilizzo dei simboli che vengono imposti dai marchi.
In realtà, pensare che la Nike abbia subito un danno da un'azione pubblicitaria che sembra guerriglia è ingenuo pensarlo (e se avesse commissionato l'evento lei stessa?); che il duo 0100101110101101.org abbia fatto pubblicità gratis al marchio sembra più lecito. Inoltre, è ancora più lecito chiedersi piuttosto se gli interventi in stile communication-guerrilla possano essere proposti come operazioni artistiche, come afferma Tilman Baumgartel, critico dei media da Berlino

Link: www.guerrigliamarketing.it

Wednesday, July 26, 2006

~ make-up artist


Sono gli artisti che "disegnano" i volti, ne accentuano la bellezza e nascondono qualche difettuccio, sono cioè i nuovi Mecenate.
Come Ronald Lauder, in Italia abbiamo Carlo Bilotti, imprenditore internazionale nel campo della cosmetica, che all'Aranciera di Villa Borghese mostra in permanenza le sue opere donate e offre a rotazione esposizioni degli artisti più significativi del nostro tempo, con la collaborazione di istituzioni pubbliche e private. Come primo esempio di questa funzione di promozione, in parallelo con l'inaugurazione del Museo viene presentata una mostra di opere di tre grandi artisti contemporanei, Damien Hirst, Jenny Saville, David Salle. Si tratta di lavori "commissionati da Carlo Bilotti per un progetto di cappella laica, luogo di riflessione e raccoglimento, interpretato con estrema soggettività".
Come i make-up artists, anche loro bravissimi a occultare le azioni strategiche di marketing!!!

Link: www.museocarlobilotti.it

~ carissima Adele...


Il magnate americano dei cosmetici Ronald Lauder (“Estée Lauder”), si è aggiudicato all’asta il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer”, dipinto da Klimt 99 anni fa.
Ronald Lauder lo ha acquistato per la Neue Galerie di New York, il museo che il magnate della cosmetica fondò insieme con il suo amico Serge Sabarsky, mercante e collezionista d’arte scomparso nel 1996. «È la nostra Monna Lisa», ha dichiarato il miliardario...
135 milioni di dollari per comprarlo il 19 giugno scorso...
50 dollari per vederlo...


Della serie: creo il panico, aumento l'affluenza e inizio a recuperare i soldi spesi
Monna Lisa's sneer...
link: http://www.neuegalerie.org/

Tuesday, July 25, 2006

~ ad(v) arte 2

Ovvero "chi ha cominciato bene è a metà dell'opera"...
Adidas, o chi per lei date le smentite successive, si dilettò già con la street art per il lancio di una nuova scarpa...
P.s. Ma lo stencil è una forma d'arte?
Link: www.ninjamarketing.it

~ ad(v) arte


Mondiali fatti ad arte per Adidas...
Il brand sportivo eleva gli eroi al Cielo (finalmente c'è qualcuno in carne ed ossa lì su) confermando la tendenza dei marchi di servirsi delle tematiche artistiche. Un affresco del mondo calcistico per i passanti della stazione ferroviaria di Colonia
Fonti:
www.ninjamarketing.it
www.marketingroutes.com/

Monday, July 24, 2006

~ advergames per l'arte


"Giochi deficienti per visitatori disattenti"
Trovare il modo di mantenersi stretto il visitatore (s)fuggente, intrattenerlo anche al di fuori delle sale sembra essere diventata la mission della mostra romana di Antonello Da Messina. Onore al merito per aver superato i 300.000 tra osservatori, visitatori, fruitori (e quanti altri appartengono alla clientela culturale); tuttavia, il fatterello giocoso giochicchiante proprio non regge. Puzzle, Gioco del 15 (appunto, del '15)...Serve altro per "fidelizzare" il fidato cliente-visitatore. Si dia un'occhiata piuttosto a ".... il tuo preferito", e, se si ha il tempo di leggere "Mandategli un calzino solo" by Rapp-Collins...
p.s. Bello il "Muro" di Accenture
Ma adesso Web-assenteisti tornate al lavoro!!!

~ comunicAzioni per la cultura (guerriglia)





A quanto pare la comunicazione culturale italiana ha bisogno di creatività, nuove (mica tanto, poi) forme di promozione per incuriosire ed emozionare anche prima di partecipare.
Cosa fare?
Intanto, alcuni fatti...
Al Leopold Museum di Vienna per la mostra "La Nuda Verità" (13/5 - 22/8 - 2005) offrivano riduzioni a chi si sarebbe presentato nudo o mezzo nudo alla mostra; niente di più attinente dati i soggetti e il tema! In Italia ne parlò Repubblica.it sbattendola anche in prima pagina, neanche fossero mostri!
In Italia invece si continua piuttosto con i testi...
"Per rimanere sempre aperti serve energia" by Enel per la Cultura. Niente male il giochetto, ma non basta...
Si prenda esempio dal sociale-umanitario...